Vita a Tenerife

Approfondimenti su Tenerife e le isole Canarie in generale.

Italiani a Tenerife – 2

Casa Lercaro

 

I Lercaro sono stati una famiglia di banchieri genovesi che si stabilì a Tenerife nel secolo XVI e, tramite matrimoni di convenienza con famiglie nobili dell’isola, riuscì a entrare in quella che era considerata l’alta società dell’isola.

 

Casa Lercaro, fatta costruire da Fernando Lercaro nel 1593 è un chiaro esempio di architettura genovese dell’epoca, in cui spicca l’ingresso rinascimentale manierista con stemma della famiglia.

Dal 1993 il Palazzo è diventato sede del MHAT, Museo de Historia y Antropología de Tenerife.

 

Esiste anche una leggenda riguardante questa famiglia.  Essa narra di Caterina (Catalina in spagnolo) Lercaro, figlia di Antonio, che essendosi dovuta sposare per motivi di interesse con un uomo molto più anziano di lei e che non amava, preferì suicidarsi la prima notte di nozze gettandosi nel pozzo della casa piuttosto che far fronte alla vita infelice che le si prospettava.

 

La Chiesa impedì la sua sepoltura cristiana in un cimitero a causa del suicidio e Caterina fu seppellita all’interno della casa, mentre la famiglia si trasferì a La Orotava, sia per la vergogna che per il dolore che quella morte aveva causato.

Da allora il fantasma di Caterina sembra vagare per le stanze della Casa e ci sono testimonianze che dicono di averla vista passare per i corridoi, tanto che molte addetti alla sicurezza del Museo hanno rinunciato al posto di lavoro.

 

E’ notizia proprio dei giorni scorsi che la medium inglese Angie Freeland ha “sentito” la presenza del corpo di Catalina proprio nel punto esatto dove una volta esisteva il pozzo.

 

Per chi fosse interessato a maggiori dettagli e a qualche brivido, Canal Cuatro ha trasmesso un documentario che potete vedere qui:

http://youtu.be/AczBZ4fZsqY   parte 1

http://youtu.be/fKxPjHDAIeg   parte 2

http://youtu.be/w9jbuFDuGak parte 3

 

 

 

 

Canari famosi nel mondo

Tra tutte le persone famose nate nelle isole Canarie, oggi la mia scelta è caduta su un grande stilista calzaturiero: Manolo Blahnik.

Chi non ricorda le sue scarpe di cui andava pazza Carrie Bradshaw (Sarah Jessica Parker) nel telefilm “Sex and the City”?  Scarpe di un design meraviglioso e diventate uno “status symbol” per molte donne in tutto il mondo.

Eh sì, Manolo Blahnik è nato nelle isole Canarie e precisamente a Santa Cruz de La Palma da madre canaria e padre ceco il 28 novembre del 1942.

 

Ora Blahnik ha illustrato una favola per bambini “The Elves and the Shoemaker” che sta a metà tra un’autobiografia sua, mentre bambino viveva in una piantagione di banane nell’isola de La Palma per arrivare al famosissimo negozio di Chelsea,  e la vera favola degli Elfi e del calzolaio.  Il libro è stato scritto da Camilla Morton ed è disponibile solo in lingua inglese dal 21 novembre 2011.

 

Qui potrete ammirare una galleria delle illustrazioni:

http://www.vogue.co.uk/news/2011/11/21/manolo-blahnik-launches-fairytale-book/gallery#

 

Il peggior disastro naturale dell’isola di Tenerife

Si fa un gran parlare in questi ultimi mesi dell’eruzione vulcanica dell’isola del Hierro, che comunque sta registrando solo disagi alla popolazione de La Restinga e all’ecosistema dell’isola stessa, senza però aver causato morti e distruzione.

 

Ben più grave tragedia fu quella che si registrò tra il 7 e l’8 novembre 1826  nelle isole Canarie, quando una  fortissima tempesta tropicale si abbattè in particolare su Gran Canaria e Tenerife, causando la morte di circa 1.000 persone, la distruzione di più di 600 case e gravissimi danni all’agricoltura.

 

Una fortissima pioggia cadde per 24 ore consecutive formando 12 nuovi burroni nella Valle de la Orotava; Puerto de la Cruz fu sepolta da tonnellate di materiale trasportato dall’acqua, in particolare andarono distrutti  l’antico molo e il castello San Felipe.  Anche la Valle di Güimar fu pesantemente inondata e la statua della Vergine di Candelaria fu spazzata via da questa furia naturale.

 

Una descrizione particolareggiata di questo uragano si ha grazie a uno scritto di Francis Coleman Mac Gregor (Las Islas Canarias, según su estado actual y con especial referencia a la topografía, industria, comercio y costumbres – 1831).

Egli racconta che le isole canarie sempre furono, di quando in quando, bersaglio di uragani e cita come esempio quelli del 1722, 1763 e 1768, ma nessun fu mai così forte come questo che ancora viene ricordato oggi come il peggior disastro naturale che ha afflitto l’isola di Tenerife.

 

Si scatenò l’inferno quella notte e colpì principalmente l’ovest (La Guancha, San Juan de la Rambla, Icod), il nord (La Orotava, Puerto de la Cruz, Los Realejos), il nord-est (la Laguna) e l’est (Santa Cruz, Güimar, Arafo e Candelaria).

 

Vento fortissimo, tempesta elettrica, i testimoni dell’epoca parlano addirittura di “palle di fuoco” simili a meteoriti, trombe d’acqua. La temperatura de La Laguna si alzò e restò cui 28°C e si formò un grande lago che coprì i campi per diverse settimane prima di essere assorbito dal terreno. Sembra siano caduti 1.000 litri d’acqua per metro quadrato.

 

Ovviamente non esistono fotografie dell’epoca, se non una targa posta al secondo piano di una casa in San Juan de La Ramba che segna dove fosse arrivata l’acqua dell’inondazione.

Francis Coleman Mac Gregor stimò i danni in circa 175.000 sterline dell’epoca.

 

Viene spontaneo pensare che se si dovesse ripetere un uragano simile, a causa dell’aumento della popolazione, della densità delle costruzioni la tragedia potrebbe essere veramente immane, sicuramente peggiore di quella causata dall’uragano Delta del 2005.

 

 

Italiani a Tenerife

 

Sarebbe troppo facile parlare degli ultimi 11 italiani arrestati qui a Tenerife nel corso di una retata contro il crimine organizzato  http://www.diariodeavisos.com/2011/10/19/actualidad/golpe-a-la-camorra-italiana-en-las-americas ma non sono di sicuro questi gli italiani che danno un contributo positivo all’isola di Tenerife e alle Canarie in generale.

 

L’italiano di cui voglio invece parlare è Leonardo Torriani, un ingegnere nato a Cremona intorno al 1560.

Nel 1584 fu nominato Ingegnere del Re Felipe II presso l’isola di La Palma per la costruzione di un molo e una torre e successivamente gli fu dato l’incarico di viaggiare per tutte le isole Canarie allo scopo di visitare le varie Fortezze per migliorare il sistema di difesa dagli attacchi marittimi.

 

La Laguna

Durante i circa 5 anni di permanenza nelle isole, Torriani si dedicò allo studio della storia, geografia, religione, antropologia, onomastica e toponomastica delle Canarie, scrivendo poi il libro “Descripcion e historia del Reino de las Islas Canarias antes Afortunadas, con el parecer de su fortificaciones”.

Torriani redasse anche una mappa dettagliata delle isole e di alcune città, tra cui La Laguna, oltre ad Arrecife, Las Palmas, ecc.

 

Interessantissima è la descrizione dei villaggi guanchi, la descrizione dell’eruzione del vulcano Tacande nell’isola de La Palma nel 1585, così come nello stesso anno, l’attacco del pirata inglese Sir Francis Drake di cui egli fu testimone.

 

Porto di Garachico

Torriani descrive il porto di Garachico, come uno dei porti più grandi e importanti dell’isola di Tenerife (la mappa qui accanto è del 1572).  Anticamente Garachico era infatti una città molto fiorente, ricca di palazzi, sede del commercio con le Americhe e il Nord, tanto da meritarsi l’appellativo “Garachico, puerto rico”

Purtroppo la città fu parzialmente distrutta da l’eruzione vulcanica del Montaña Negra nel 1706 e la lava riempì totalmente l’invaso.

 

Le mappe di Leonardo Torriani sono talmente dettagliate che, ad esempio, quella della città de Las Palmas è stata determinante per il piano di conservazione dei beni di interesse culturale del centro della città.

 

I manoscritti originali di tutti i lavori di Leonardo Torriani si trovano ora presso la Biblioteca de la Universidad de Coímbra.