Vita a Tenerife

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Il peggior disastro naturale dell’isola di Tenerife

Si fa un gran parlare in questi ultimi mesi dell’eruzione vulcanica dell’isola del Hierro, che comunque sta registrando solo disagi alla popolazione de La Restinga e all’ecosistema dell’isola stessa, senza però aver causato morti e distruzione.

 

Ben più grave tragedia fu quella che si registrò tra il 7 e l’8 novembre 1826  nelle isole Canarie, quando una  fortissima tempesta tropicale si abbattè in particolare su Gran Canaria e Tenerife, causando la morte di circa 1.000 persone, la distruzione di più di 600 case e gravissimi danni all’agricoltura.

 

Una fortissima pioggia cadde per 24 ore consecutive formando 12 nuovi burroni nella Valle de la Orotava; Puerto de la Cruz fu sepolta da tonnellate di materiale trasportato dall’acqua, in particolare andarono distrutti  l’antico molo e il castello San Felipe.  Anche la Valle di Güimar fu pesantemente inondata e la statua della Vergine di Candelaria fu spazzata via da questa furia naturale.

 

Una descrizione particolareggiata di questo uragano si ha grazie a uno scritto di Francis Coleman Mac Gregor (Las Islas Canarias, según su estado actual y con especial referencia a la topografía, industria, comercio y costumbres – 1831).

Egli racconta che le isole canarie sempre furono, di quando in quando, bersaglio di uragani e cita come esempio quelli del 1722, 1763 e 1768, ma nessun fu mai così forte come questo che ancora viene ricordato oggi come il peggior disastro naturale che ha afflitto l’isola di Tenerife.

 

Si scatenò l’inferno quella notte e colpì principalmente l’ovest (La Guancha, San Juan de la Rambla, Icod), il nord (La Orotava, Puerto de la Cruz, Los Realejos), il nord-est (la Laguna) e l’est (Santa Cruz, Güimar, Arafo e Candelaria).

 

Vento fortissimo, tempesta elettrica, i testimoni dell’epoca parlano addirittura di “palle di fuoco” simili a meteoriti, trombe d’acqua. La temperatura de La Laguna si alzò e restò cui 28°C e si formò un grande lago che coprì i campi per diverse settimane prima di essere assorbito dal terreno. Sembra siano caduti 1.000 litri d’acqua per metro quadrato.

 

Ovviamente non esistono fotografie dell’epoca, se non una targa posta al secondo piano di una casa in San Juan de La Ramba che segna dove fosse arrivata l’acqua dell’inondazione.

Francis Coleman Mac Gregor stimò i danni in circa 175.000 sterline dell’epoca.

 

Viene spontaneo pensare che se si dovesse ripetere un uragano simile, a causa dell’aumento della popolazione, della densità delle costruzioni la tragedia potrebbe essere veramente immane, sicuramente peggiore di quella causata dall’uragano Delta del 2005.

 

 

Category: Storia

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